[GDR]Un profondo dolore . (Funerale di Marialisa)

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[GDR]Un profondo dolore . (Funerale di Marialisa)

Messaggio  Aster_x il Lun Mag 28, 2012 2:11 pm

Dafne ha scritto:
Dafne aveva ricevuto da qualche giorno una lettera da sua madre
Si trovava ammalata in convento da tantissimo tempo ormai , e la morte di Orphan
l'aveva fatta peggiorare .
I medici le dissero che Marialisa aveva come smesso di lottare.
Sua madre che era sempre stata forte e battagliera non voleva vivere più!
Ma quella lettera oramai le toglieva ogni speranza .
Si recò dai suoi nonni che l'accolsero a braccia aperte , mentre lei evitava gli sguardi di tutti.
Alla fine non ce la fece più e scoppiò in un pianto dirotto , non sapeva proprio come dirlo ai nonni.
Prese la lettera di sua madre e la mostrò dicendo loro di leggere .


Marialisa ha scritto:[rp] Mia bambina adorata,
So che leggere queste parole ti recherà tanto dispiacere, ma la mia vita ormai volge alla fine.. Mi ricordo con tenerezza la prima volta che ti ho stretto nelle mie braccia,eri così piccola che avevo paura di farti del male..piano piano sei cresciuta,ed è con tanto orgoglio che posso affermare che una bambina più bella al mondo non vi è mai esistita.. Ho cercato di crescerti insegnandoti i valori morali più importanti,e sopratutto ho cercato di trasmetterti l'amore che ogni essere umano deve imparare a donare e ricevere.. Ma forse quello che più ci tengo a ricordarti è l'attaccamento alla vita, quell'attaccamento che io non ho più..
Ho combattuto tanto in gioventù, e non mi sono mai stancata di lottare in quel che credevo giusto.. Ho portato avanti la nostra famiglia,ed ho amato immensamente te e tuo padre sempre..
Non so se ho fatto tutto il possibile,ma almeno ho provato a rendere questa vita bella..
Mi dispiace ora dire che la mia vita ha perso uno scopo, sono cresciuta devota a tuo padre,l'ho amato, l'ho sostenuto, gli ho donato ogni parte di me..ed ora che ha chiuso gli occhi non riesco ad andare avanti..
Ogni giorno mi sveglio ed ancora con gli occhi chiusi prego l'Altissimo,perchè io possa allungare il braccio e ritrovarlo al mio fianco..ma ogni giorno mi ritrovo in lacrime..
Ho cercato in tutte le maniere di mantenermi viva,ma ogni giorno che passa mi rendo conto che sono andata via con lui, qui c'è solo il mio corpo sofferente.. Promettimi di non piangere bambina mia,ormai sei una donna..una donna meravigliosa..e noi ti veglieremo sempre dall'alto..
Restare qui sarebbe solo un'inutile sofferenza, ho bisogno di raggiungere il mio amato,e ritrovare la pace che ormai mi ha abbandonato da troppo tempo..
Lascio a te l'onere di far leggere queste mie parole a tutta la famiglia, e di ricordare ad ognuno di loro il bene e l'affetto che ho avuto nei loro confronti..E ringraziare Aster_x, Conteberengario, Lordenrico
Madinax, Kbonnie, Isabetta, Shajra, e Lady..

Sicuramente avrò dimenticato qualcuno,ma sappiate che vi porterò sempre nel mio cuore..

con Amore Maria Lucrezia Hohenstaufen d'Arborea delle Pennìche


A Dafne:

Sui figli

E una donna che reggeva un bambino al seno disse:

Parlaci dei Figli.

E lui disse:

I vostri figli non sono figli vostri.

Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.

Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,

E benché vivano con voi non vi appartengono.



Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:

Essi hanno i loro pensieri.

Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:

Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro, ma non farvi simili a voi:

La vita procede e non s'attarda sul passato.

Voi site gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.

L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.

Affidatevi con gioia alla mano dell'Arciere;

Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco

[/rp]

Sentì le braccia delle zie sorreggerla , e pian pian la stanza si riempì di singhiozzi e pianti .

Kbonnie ha scritto:Nel grande salone del Casato, Katrine stava sorseggiando una fumante tazza di thè, una spezie importata dalle lontane indie che suo marito Mariano aveva comprato in un mercato in Francia durante un loro viaggio molto tempo fà... scherzavano e ridevano si stavano preparando per un lungo viaggio, dovevano andare a far visita ai fratelli di Mariano da poco trasferitisi a Sora e da lì sarebbero giunti a Gaeta...

.. Katrine sospirava ogni volta che pensava a quella città, così lontana ma tanto cara, poichè ci vivevano due dei suoi figli, la piccola Marialisa e il piccolo Win. Finalmente dopo tanto li avrebbe riabbracciati....

Era così distratta viaggiando nei suoi pensieri che non si accorse dell'arrivo della sua nipotina Dafne, solo quando la ebbe tra le braccia notò il suo dolce viso solcato dalle lacrime, reggeva in mano una lettera che le porse senza riuscire a proferire una parola, ma non c'era bisogno, nei suoi occhi si leggeva tutto il suo dolore....

Le mani di Katrine tremarono mentre prendendo la lettera cominciò a leggere, ogni parola sembrava una spada che le trafiggeva il cuore... le lacrime cominciarono a scorrerle sul viso appannandole la vista impedendole di continuare a leggere, lasciò la lettera nelle mani del marito che vista la sua reazione le si era avvicinato stringendo lei e la nipote....

Katrine si rannicchiò tra le braccia del marito stringendo la nipote al petto, cercava invano di trattenere le lacrime che continuavano a scenderle.... rimase così muta sussultando per il dolore che le dava il petto... il suo cuore si era spezzato ... l'unica cosa che vedeva tra la nebbia provocata dalle lacrime era il bellissimo volto della figlia Marialisa.... ma non era reale ... lei non era lì ..lei era..era.....

Goa ha scritto:Gianuario sedeva sullo scranno della Cattedrale di Sora ed era intento a celebrare le sacre funzioni, quando un Diacono di fretta si avvicino' all orecchio del vecchio prelato e sussurro' alcune parole .

Un Brutto lutto aveva colpito la sua famiglia e Gianuario,cercava di Pregare senza far trapelare dal di fuori il dolore che lo avvolgeva.

Il Vecchio finita la funzione si fece accompagnare al Palazzo Vescovile e diede ordine alla servitu' di preparare i Bagagli e la Carrozza per andare a Gaeta ,dove si sarebbero svolti i funerali di sua nipote.

Dafne ha scritto:Dafne riprese fiato , si asciugò le lacrime e si avvicinò ai suoi nonni .
Si sedette a terra accanto a loro , mentre sua nonna prese ad accarezzargli il viso.
Era così bella , gli stessi occhi di sua madre era come se lei la guardasse ancora.

"Nonna ... dobbiamo preparare il funerale ... da sola non ce la faccio .
Ma non voglio nemmeno che ve ne occupiate voi da soli .
Non piangere , mamma ora è felice è accanto a mio padre ...
voleva raggiungerlo ed ora sono insieme ...."


Ripeteva quella frase ... il saperli insieme ora era l'unica cosa che potesse rincuorarla.
Sua madre si era abbondanata ad un dolce sonno per amore dell'unico uomo che l'aveva resa felice .

Goa ha scritto:La Carrozza Vescovile si fermo davanti alla Cattedrale di Gaeta.
il Paggio apri' la porta e Il Vescovo scese con fatica le scalette.

Tanta gente si affollava davanti alla Bellissima Cattedrale e Gianuario guardava tra la folla nell intento di scorgere qualche suo parente

Michelle ha scritto:Ero rimasta a Genova perchè non amavo molto viaggiare .
Anche quella volta non avevo seguito mia madre nel viaggio.
La balia mi svegliò al mattino ed era molto strana .
Io avevo cominciato a insistere per sapere che aveva ,
e dato che insistevo si decise a parlare .
Si sedette sul letto e mi disse con semplici parole che nonna Marialisa era morta.
Tuffai la testa nel cuscino e cominciai a piangere a dirotto.
La mia nonnina non c'era più , la mia mamma stava soffrendo ed io non ero nemmeno con lei a consolarla.
Pregai la balia di lasciarmi da sola , quel giorno rimasi chiusa nella mia stanza e non volli nemmeno mangiare.
La sera guardando le stelle nel cielo ne vidi una più luminosa e pensai a lei

"Addio cara nonna , adesso che sei una stella proteggimi sempre da lassù"

Ruana ha scritto:Ruana ricevette la notizia della morte di Marialisa tramite una missiva di Kbonnie, il cuore le si spezzò mentre pensava all'immenso dolore che i suoi cari cugini Madinax e Kbonnie stavano provando in quel momento. Avrebbe voluto essere li accanto a loro in quel di Gaeta, ma i suoi impegni come sindaco di Sora le impedivano di muoversi dalla città, così decise di mandare un messaggio ai due cari familiari.... Prese una pergamena dallo scrittoio e il calamaio e poi iniziò a scrivere...
[rp]Sora, lì 06/05/1460
Cari Madinax e Kbonnie, ho appreso con profonda commozione la notizia della morte della cara Marialisa, posso solo immaginare l'immenso dolore che state provando in questo momento, era una cara ragazza e la sua vita spezzata da un sì grande dolore, quando ancora aveva tutta la vita dinnanzi a sè rende questa situazione ancora più straziante. Vorrei poter essere li con voi per darvi il mio sostegno e il mio affetto, ma gli impegni istituzionali purtroppo non mi permettono di muovermi da Sora. Sappiate che il mio pensiero e il mio cuore è lì con voi, anche se distante fisicamente sono con voi nello spirito. Pregherò ogni sera affinchè Aristotele accolga nella sua magnificenza la cara Marialisa, sono sicura che il mio caro padre Ranieri43 insieme a mia madre Ladyvely saranno lì ad accoglierla e ad accompagnarla in questa nuova vita, e pregherò affinchè voi possiate trovare la forza per andare avanti, per i vostri figli e per tutti noi, che vi vogliamo un mondo di bene.
Vi abbraccio forte.
Ruana D'Arborea
Viscontessa di Arpino

[/rp]

Ripiegò la pergamena e la sigillò con il sigillo personale, poi la consegnò affinchè venisse recapitata in quel di Gaeta con l'ordine di accompagnarla a un cuscino di fiori appena giunti in città.....

Kbonnie ha scritto:Katrine era inginocchio accanto alla bara di sua figlia, davanti all'altare della Grande Cattedrale di Gaeta. Le sue lacrime sgorgavano silenziose mentre con una mano accarezzava la fredda bara che conteneva il corpo senza vita della sua adorata figlia, accanto a se la nipote che stringeva con l'altro braccio.... La gente iniziava a gremire la cattedrale, a breve avrebbe dovuto allontanarsi dalla figlia per far incominciare la funzione, ma una parte di lei non voleva, qull'ultimo atto avrebbe definitivamente sancito la morte della figlia....

Mille ricordi le affiorarono in mente, la sua piccola che giocava in giardino con le sorelle, le piccole discussioni, le riunioni la sera davanti al cammino dove amavano riunirsi tutti insieme per raccontarsi storie.... il dolore quando usci di casa ormai sposa di Orphan il cavaliere da Lei amato fino al suo ultimo battito di cuore, la nascita dei suoi nipoti... e ora era lì a dire addio alla sua piccola, il suo cuore era spaccato a metà, il dolore della perdita della figlia la stava lacerando....

Si girò verso la nipote, "Dafne, tesoro mio, perdona la tua vecchia nonna se ha tardato a far celebrare il funerale, ma sai per una madre accettare la perdita di un figlio è un dolore insopportabile, per me e per l'amore che nutro per ognuno dei miei piccoli forse lo è mille volte più, con tua madre muore una parte di me .. Ho saputo delle sciocche insinuazione che alcune persone senza onore sono venute a dirti, c'è gente che non ha rispetto per il dolore altrui e pur di far del male è capace di queste meschinità, ma tu non ti curar di loro. Persone del genere non sono in grado di capire il dolore che ha avvolto la nostra famiglia, probabilmente perchè non conoscono sentimenti così forti e veri... Ora aspettiamo tuo zio il Vescovo Goa e prepariamoci a dare l'ultimo saluto a tua madre e ... asciughiamoci queste lacrime, Lei non vorrebbe vederci così.."

detto questo Katrine si alzò in piedi, nel petto il cuore le doleva per il gran dolore, ma il pensiero del male che alcune persone avevano cercato di fare alla nipote andando a disturbarla in un momento così delicato per Lei, l'aveva fatta infuriare e come Nonna ora che non c'era più la madre era suo compito proteggerla e lo avrebbe fatto...

Dafne ha scritto:"Dafne, tesoro mio, perdona la tua vecchia nonna se ha tardato a far celebrare il funerale, ma sai per una madre accettare la perdita di un figlio è un dolore insopportabile, per me e per l'amore che nutro per ognuno dei miei piccoli forse lo è mille volte più, con tua madre muore una parte di me .. Ho saputo delle sciocche insinuazione che alcune persone senza onore sono venute a dirti, c'è gente che non ha rispetto per il dolore altrui e pur di far del male è capace di queste meschinità, ma tu non ti curar di loro. Persone del genere non sono in grado di capire il dolore che ha avvolto la nostra famiglia, probabilmente perchè non conoscono sentimenti così forti e veri... Ora aspettiamo tuo zio il Vescovo Goa e prepariamoci a dare l'ultimo saluto a tua madre e ... asciughiamoci queste lacrime, Lei non vorrebbe vederci così.."

Dafne guardò sua nonna , sul suo bellissimo viso i segni delle notti senza sonno avevano lasciato un segno inequivocabile.
Gli asciugò con una mano una lacrima che gli stava segnando il viso ...

"Nonna non ti preoccupare , sai benissimo che sò quello che hai passato.
Hai ritrovato mamma dopo tanto tempo ed ora ti è stata portata via per sempre ...
Io sono stata più fortunata , l'ho avuta accanto per più tempo ... anche se non avrei mai voluto perderla ...
nonna non pensiamo a queste cose , non sono importanti ... l'amore lo è e ne abbiamo tanto .
Mamma era una persona straordinaria , amava la famiglia più di se stessa dobbiamo dimostrare di averla meritata .
Lei è viva dentro il nostro ricordo e nei nostri cuori , lei non ci ha abbandonati ...
è questa la cosa che mi sostiene e devi pensarla anche tu "


Strinse a sè sua nonna e poi l'aiutò ad alzarsi dovevano prendere posto , il vescovo ,
lo zio Goa , era pronto per celebrare la messa .

Ladymistery ha scritto:Non poteva essere vero.. non poteva essere finito tutto così.. le risate, le corse insieme, i segreti condivisi e sempre custoditi.. Eppure era inginocchiata davanti ad una bara al cui interno vi era il corpo senza vita della sua amata sorella.. Lenora guardò sua madre e sua nipote ugualmente riunite accanto alla bara..

Il viaggio fino a Gaeta era stato come un lungo sogno fatto di ricordi belli e gioiosi, di tutte le cose che aveva fatto e vissuto con sua sorella.. ma anche di rimpianti per le volte che non le era stata accanto, per quando non aveva potuto aiutarla..

Mentre fissava senza realmente vederla la bara davanti agli occhi le passarono i ricordi di una vita passata insieme. Il giorno in cui sua sorella venne al mondo e la gelosia nata in lei nel vederla così piccola e perfetta rilucente dell'amore che riversavano su di lei sua madre e suo padre.. La gioia e l'orgoglio provato quando pochi istanti dopo gliela deposero tra le braccia e la successiva silenziosa promessa di prendersi cura di lei e di essere la migliore delle sorelle maggiori. Le giornate passate sempre insieme a cavalcare, giocare, dipingere, cantare.. Le nuotate di nascosto nel laghetto del palazzo.. Le liti e gli abbracci amorevoli.. Erano sempre state molto unite tutte loro.. Una familia in tutto e per tutto.. Poi i ricordi più amari, quando si erano separate ed ognuna aveva preso la sua strada, quando non si erano più viste ne sentite.. E poi il ritrovarsi dopo anni e scoprire che nonostante il tempo e la distanza nulla era cambiato.. Ed ora.. nulla sarebbe più stato come prima.. davanti a lei non c'era solo il corpo della sua amata sorella ma c'era anche una parte di lei.

Lacrime silenziose le scesero sulle guance "perdonami sorellina.. ti voglio bene" sussurrò piano prima di deporre un lieve bacio sul legno freddo dandole così un ultimo addio. Poi si alzò e sfiorò con la mano le spalle di sua madre Kbonnie e sua nipote Dafne.. Non riuscì a proferire parola.. Si diresse quindi verso la panca riservata ai familiari mentre le lacrime continuavano a scorrere sul suo viso..

Madinax ha scritto:Mariano mentre le persone che rendevano omaggio a sua figlia prendevano posto nella chiesa, rimase vicino alla figlia, quella figlia che aveva tanto amato, ma che forse mai gli aveva dimostrato...

Le lacrime non smettevano di scendere lungo i suoi lineamenti ormai distrutti da giorni di pianto...

Mariano continuava a stringere la mano di sua figlia Marialisa come nei giorni migliori, continuava a fissare i suoi occhi convinto che prima o poi li avrebbe riaperti, memore dei tanti scherzi che Marialisa era famosa fargli, un pessimo scherzo, ma in quel momento sarebbe stato il più gradito, il più bello…

Le grida del cuore irrigidivano le sue mani, un gelo interiore riempieva il silenzio dell’ attesa, la notizia era arrivava come una saetta rapida e letale, un lampo silenzioso e ben calibrato che gli rubava la vita interiore, Marialisa moriva, quel giorno suo padre in una stanza scopriva il vuoto di un’ addio senza saluto.

Improvvisi, tra i pensieri, irrompevano i ricordi dei sorrisi dell’ infanzia dei sogni di un’adolescente, dei progetti di una giovane Dama.

Mariano piangeva il non sarà di un futuro, Mariano piangeva la solitudine di chi ha perso la ragione.

Suo fratello Gianuario gli si avvicinò e mettendogli una mano sulla spalla lo invitò ad alzarsi e prendere posto tra i banchi della chiesa per l’inizio della funzione religiosa, Mariano lo guardò e stringendo la croce pettorale del fratello gli disse:

“ Fratello mio… l’agonia di perdere una figlia é incomparabile. La morte di un giovane figlio è la morte dell’innocenza. Una parte del genitore muore quando il figlio muore, forse perché il futuro, con tutti i sogni e le speranze, va in frantumi, l’improvvisa, imprevista morte di Marialisa, é un evento devastante. Non ho avuto tempo per prepararmi alla tragica perdita. noi genitori ci aspettiamo che i nostri figli vivano a lungo, che ci sopravvivano…"

Singhiozzando proseguì…

“La nostra famiglia non ha fatto nulla per meritare ciò, se solo potessi averla aiutata, Se potessi tenerla con me una sola volta ancora, Se solo potessi dirle ti amo una sola volta ancora…"

Mariano si alzò in piedi e abbracciando il fratello prese posto accanto a sua moglie Katrine…

Lordenrico ha scritto:Enrico appresa la tristissima notizia era già partito alla volta di Gaeta.
Il viaggio fu pieno di imprevisti ma non poteva mancare all'ultimo addio della cara amica e familiare Marialisa.

Dafne ha scritto:Da quando le porte erano state aperte a tutti Dafne continuava a vedere gente arrivare.
Molti erano solo servitori che portavano missive per la famiglia.
Si chiese come mai alcuni avevano deciso di farle arrivare in Chiesa invece che a casa .
Gaurò davanti all'entrata della Chiesa dove Elettra , la sua domestica , si era offerta spontaneamente per raccoglierle tutte .
A cerimonia conclusa insieme ai suoi nonni materni avrebbe letto tutto ...
adesso non era certo il momento .
Guardò il viso di sua madre , sembrava dormisse ... aveva conservato a pieno tutta la sua bellezza.
Le lacrime presero a scendere nuovamente ... come avrebbe fatto senza di lei?
Senza il suo appoggio , senza i suoi consigli ...

Federica. ha scritto:La carrozza si fermò davanti alla chiesa, Giovanni l'aiutò la giovane a scendere evitando che si facesse del male, Federica era nascosta in un lungo abitino nero, dopo la morte del fratello Antonio ora anche la zia aveva lasciato questo mondo per riunirsi all'altissimo, la cosa positiva era che finalmente i due sarebbero stati felici e avrebbero continuato ad amarsi in eterno e a proteggerli. Entrò lentamente nella chiesa e non poté non lasciarsi sfuggire una lacrima, non avrebbe mai più visto sua zia sorridere, era sempre stata premurosa e dolce e non perdeva mai tempo a riempirla di baci e abbracci. Si avviò lentamente e notò la figura della nipotona Dafne, sorrise a quel pensiero era molto più grande di lei eppure lei era la zia e lei la nipote, che strana la vita

" Dafne "

disse abbracciandola

" Mi spiace molto, la sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto in tutti noi "

Goa ha scritto:Dopo aver salutato amici e parenti Gianuario ando' nella sacrestia e vesti' gli abiti liturgici ,le campane suonavano per richiamare i fedeli alla funzione e il Vescovo si accingeva a celebrare la Santa Messa

Isabetta ha scritto:La funzione stava per avere inizio... Istintivamente Isa strinse la mano che teneva sulla spalla della nipotina Dafne e quella che poggiava dentro la mano della sua gemella Lady, scambiando con lei uno sguardo che palesava tutto il loro dolore e i loro ricordi. Si sporse leggermente un poco per osservare Sha che si era posta vicino ai loro genitori e che spesso si voltava ad osservare lei e Lad al banco dietro: ora era persa ad osservare la bara della loro sorellina, il suo volto, persa in chissà quale pensiero. Sicuramente era un brutto incubo, nulla di più... Di certo ora Mari si sarebbe levata da quel piccolo rettangolo di legno sorridendo e facendo loro la linguaccia, come faceva sempre nei suoi scherzi... Sì, era vero, era diventata un'altra dopo la perdita di suo marito, si era spenta pian piano la sua allegria, la sua voglia di vivere, ma Isa era sicura che ce l'avrebbe fatta con il sostegno della sua famiglia, che sarebbe uscita dal brutto periodo per sua figlia e per loro. E invece no.
Cercò di fermare per un istante i bei ricordi e i brutti rimpianti voltandosi a osservare coloro che entravano in chiesa per partecipare alla funzione e fare loro le condoglianze. Rivolse un cenno di saluto ai parenti di Dafne per parte di suo padre e si voltò nuovamente per abbracciare da dietro le spalle di sua madre, per farle forza. Sciolto l'abbraccio, poggiò la testa sulla spalla della sua gemella: era la maggiore, ma voleva che fosse per un attimo il suo turno di essere consolata.. Emise un sospiro socchiudendo gli occhi "Addio sorellina, mi mancherai da morire..."

Ladymistery ha scritto:Vedendo lo zio dirigersi verso la sagrestia comprese che presto la cerimonia sarebbe iniziata.. Presto, troppo presto avrebbero chiuso quel rettangolo dove giaceva la sua amata sorella.. Troppo presto non l'avrebbe mai più vista... Era irrazionale eppure continuava a sperare che si svegliasse, si alzasse e scoppiasse in una delle sue risate contagiose.
Ricambiò la stretta di mano della gemella e la guardò appracciare la loro nipotina e la loro madre. Era come se guardasse tutto da una finestra.. non le sembrava di essere li.. anche i suoi dei parenti e amici che si radunavano era solo un eco lontano. Sentendo la testa della gemella appoggiarsi alla propria spalla alzò automaticamente una mano per posarla sui suio capelli neri come aveva fatto innumerevoli volte in passato con tutte le sue sorelle quando andavano da lei sapendo di trovare affetto. Aveva voglia di urlare il suo dolore e gettare a terra qualcosa.. Voleva ribellarsi a quanto era accaduto ma non ne aveva la forza, con Marialisa era morta anche una parte di lei.. forse quella più spensierata.
Sospirando posò lo sguardo sul volto della nipote e non resistette ad alzare una mano fino ad accarezzarle una guancia. Quando gli occhi della nipote incrociarono i suoi si sforzò di sorriderle "Dafne tesoro.. so che è difficile ma ricordati che tua madre ti ha amata e che tuttora sono certa ti ama.. anche se non la potrai vedere lei non ti lascerà mai.. e nemmeno noi.. siamo una famiglia e anche se a volte siamo distanti ci siamo sempre.. Non lasciare che il tuo sorriso e la tua gioia di vivere si spengano.. tu sei parte di lei e lei è parte di te.. sei speciale piccola e saprai reagire.. Piangi e sfogati così domani potrai guardare avanti con il sorriso come hai sempre fatto e così come lei vorrebbe.." si sporse quindi a darle un lieve bacio sulla fronte "ci sarò sempre nipotina mia.. ti voglio bene" il tutto in un sussurro udibile solo da lei e Isabetta che si trovava tra loro. Si rimise quindi al suo posto in attesa dell'inizio della funzione

Lordenrico ha scritto:Finalmente Enrico arrivò. La cerimonia sarebbe iniziata tra poco.

Riconobbe nella sala i parenti di Marialisa del proprio casato e si avvicinò per fare le condoglianze e per spendere delle belle parole su Marialisa, che nella vita era spiccata per la sua dolcezza, disponibilità e forza.

Dopodichè prima di sedersi vicino alla sorella Dafne per seguire la cerimonia andò ad abbracciare Dafne.
Fu un lungo abbraccio, quasi per trasmettergli quanto più affetto possibile in un momento così triste.

Dafne ha scritto:Vide arrivare anche i suoi zii Federica. ed Enrico .
L'abbraccio con zio Enrico fù forte e sincero , sapeva bene cosa le voleva trasmettere.
Li guardò e li ringraziò per essere li.
Poi qualcuno li invitò a prendere posto ... ormai le lascrime le velano gli occhi.
Prese posto accanto alle sorelle della madre ... mai come in quel momento le sentiva così vicine .
Sapeva bene come erano unite nonostante la lontananza fisica , si erano sempre tenute in contatto.
Il dolore che leggeva sui visi dei presenti le faceva capire ancor di più che persona eccezionale era stata sua madre.
Guardò verso l'altare in attesa che lo zio Goa cominciasse.

Domiziano ha scritto:Domiziano apprese la triste notizia e volle esprimere la sua vicinanza all'amica Lenora ed alla sua famiglia.

[rp]Pisa 11 maggio 1460

Cara Lenora,

ti scrivo per presentare a te ed alla tua famiglia le mie condoglianze più sentite.
So che provi sempre sentimenti sinceri per le persone e quindi eventi così tragici ti colpiscono profondamente. Fatti forza.

Un abbraccio

Casimiro D'Avalos

[/rp]

Assieme alla missiva, il Visconte ordinò che fossero portati anche dei fiori da deporre vicino al feretro.

Goa ha scritto:Il momento era ormai giunto; Goa prese posto sul presbiterio nel suo Scranno .
I parenti e gli amici della nipote erano seduti ai loro posti , tutti erano raccolti davanti al corpo della giovane ragazza , per darle un ultimo saluto.
Goa si schiarì la voce ed esordì [/i]:"Fratelli,amici ,Parenti siamo qui riuniti per dare l'ultimo saluto alla nostra cara Marialisa per accompagnarla nell'eterna dimora.
Cinque sono i segni che l'accompagneranno: il segno della luce, il segno della fede, il segno dell'amicizia, il segno della memoria e il segno dell'addio."


[i]Subito dopo , il Vescovo si avvicinò alla Bara ancora aperta dove giaceva il corpo e lo asperse con l'acqua benedetta e continuo':


"Dopo tutti i nostri sguardi che hanno incrociato il suo, che Marialisa Arborea Hoenstaufen possa infine vedere il Tuo...Signore.
Dopo l'amicizia che ha ricevuto e che ha guidato la sua vita, accordarle l'amicizia ultima ,che è la Tua...Signore.
Dopo le pene e le lacrime che hanno offuscato la sua vita, illumina la sua strada per l'eternità.
Ripetiamo tutti insieme :
"Signore non deviare il Tuo sguardo dalla nostra Marialisa "

Astrea_ ha scritto:La funzione era appena iniziata ed Astrea entrò nella chiesa cercando si non fare rumore, si mise in un angolo per non essere notata.
Non poteva mancare anche se non era ancora un'Arborea frequentava il castello e tutta la famiglia , una famiglia unita e unica per l'amore profondo che legava tutti.
Non aveva conosciuto Marialisa , ma il dolore per una morte le lacerava il cuore,
sapeva in cuor suo che Marialisa adesso stava bene,
era in un luogo dove esiste solo Amore ma il volto dei suoi cari bagnati di lacrime,
i loro occhi persi nel vuoto alla ricerca di una consolazione che non riuscivano a trovare le dava una profonda tristezza.
Aspettava la fine della funzione per potersi avvicinare ai genitori di Marialisa , aveva scritto una pergamena per loro e gliel'avrebbe donata dopo un abbraccio,
nessuna parola avrebbe potuto dire , in quei momenti le parole non servono.



[rp]E’ sempre presto per l’ultimo viaggio,

impavida l’hai affrontato.

Noi non siamo migliori per essere rimasti,

ma solo incoscienti.

Possa la tua essenza librarsi libera nell’aria,

nei boschi, sui mari e nei cieli rossastri.

Quando rugiada tornerai o, semplice soffio,

vibra ancora un istante,

l’istante che racchiuderà una nostra consapevolezza.

L’avorio velo, in adagio, non ha colpa.

Le gentili pieghe della stoffa son proprie tue.

Il respiro non serve e… sei ancora.

La stessa luce che ti cerca non è più luce,

i riflessi non riflettono e l’aria non capisce.

Donati ancora, riequilibra le leggi,

all’interno di quel mondo anche nostro che

solo per una manciata di probabilità

non conosciamo ancora.
[/rp]

Paperogue ha scritto:Barisone, come tutte le mattine, si stava recando al porto per attendere ai lavori di costruzione che richiedevano la sua presenza in città. A richiamare la sua attenzione fu una rosa che galleggiava sul mare, in quell'istante udì le campane della chiesa suonare a morto. Una lacrima gli solcò il viso rugoso, fermandosi sulla barba.
Sapeva che in quel momento, lontano da qui, il nonno stava celebrando a Gaeta il finerale di Marilisa, sua cugina. Giornata tristissima.
Arrivato al suo ufficio al porto prese carta, penna e calamaio e scrisse di getto.

[rp]Miei cari parenti, perdonatemi, ma non posso essere con voi, oggi, anche se con il cuore non mi separerò da voi nemmeno per un istante.
Vi voglio bene[/rp]

arrotolò la pergamena, la inserì nel portarotolo del suo falco più veloce, gli sussurrò qualche parole elo guardò allontanarsi veloce nel cielo.

Parsifal ha scritto:Parsifal entrò che la funzione era già iniziata..Padre Goa stava in piedi accanto alla bara..
Il giovane si sedette agli ultimi posti,teneva stretto tra le mani un fiore che avrebbe posto sulla bara al momento opportuno,appeso ad esso era posto un biglietto
Non aveva conosciuto personalemte Marialisa ma certe cose si sentono nel cuore a prescindere....una lacrima scorse lungo il viso del cavaliere mentre mentalmente pensava e ripensava alle parole con cui si sarebbe posto nei confronti di quei genitori cosi duramente colpiti..da un dolore che al mondo non ha eguali....

Tiger46 ha scritto:Tiger prese posto negli ultimi scranni della chiesa, non voleva far vedere ai suoi parenti il dolore che provava per la scomparsa della cara Marialisa e mentre osservava la funzione tenuta da suo fratello Goa pensò che proprio in questa occasione non aveva parole per lenire in qualche modo le pene dei genitori.
Nel mentre ascoltava le parole del vescovo Tiger ricordò una sonetto che aveva sentito da un bardo una sera in qualche taverna e allora la declamò sotto voce in memoria di Marialisa


[rp]Guardando il cielo
Di questa notte
Mi sono messo
A contare le stelle
E quando ancora
Ero all'inizio
Avevo già
trascorso
migliaia di vite
Qual è il valore
Della vita
Di fronte
A tanto universo
La vita
non ha valore
non ha tempo
e nessun tempo
può esserne il metro
perché non c'è tempo
che possa
interromperla
Chi ci lascia
Continua
A vivere
Nei nostri cuori
[/rp]

Poi si chiuse in preghiera ed una lacrima solcò il suo viso

Dafne ha scritto:La cerimonia andava avanti ... Dafne ascoltava lo zio Goa trattenendo le lacrime.
Con la sua mente cercava intanto ricordi di sua madre e suo padre , momenti di vita quotidiana in cui erano stati felici.
Era sicura che sua madre ora era li a guardarli e a leggere nei loro cuori il dolore di averla persa
e il grande affetto che nutriva per lei chiunque l'avesse conosciuta .

Goa ha scritto:"Signore, rivolgiamo a Te le nostre speranze nel momento in cui scompare il corpo dell'amica a noi cara. Accordaci la speranza di rivederla presso Te per i secoli dei secoli. Amen."

Gianuario si avvicinò ai piedi del corpo e vi posò un cesto di vimini.


"Fratelli, se siamo qui, è per circondare con la nostra amicizia una famiglia che è nella pena. E' anche per ricordarci che Dio si ricorda di tutto quello che c'è stato di bene nella vita della nostra Marialisa e siamo qui riuniti per domandare a Dio di darle una buona accoglienza."


Dopo aver detto queste parole, il Vescovo consegnò a tutti una candela e continuò:

"Ecco il segno della luce "! ,posò una mano sulla spalla di Madinax e Kbonie e accese la sua candela.

Dopodichè attese che tutte le candele fossero accese e continuò:

"L'amicizia è la luce del mondo, è la fiamma che riscalda il nostro cuore.Che rischiari ora la strada di Marialisa perché la conduca subito al Regno di Dio!"

"Ecco il segno della fede" ,depositò nel cesto di vimini una croce di Aristotele e disse: "Marialisa , depositiamo questa croce Aristotelica sulla tua bara."

Questa croce è il segno che collega Aristotele a Christos, che sia per te segno di salvezza e di vita eterna."


"Ecco il segno dell'amicizia." e continuo':

"Marialisa , depositiamo questi doni sulla tua bara, segno della nostra amicizia, segno della nostra preghiera, segno del nostro cuore."

Chi vuole può avvicinarsi, lasciare il proprio dono e dire alcune parole".

Detto ciò, Gianuario si fece da parte, in attesa che tutti avessero la possibilità di fare il loro dono.

Dafne ha scritto:Dafne fù la prima ad avvicinarsi e deporre nel cesto delle offerte un dono per sua madre .
Quando erano insieme , soprattutto quando era bambina , la sera quando il silenzio dominava nella casa
si sedevano insieme nella camera di Dafne e Marialisa prendeva a spazzolarle i capelli.
Quello era il momento in cui madre e figlia si confidavano , il momento in cui aprivano il cuore l'una all'altra
il momento che le aveva unite nel corso degli anni rafforzando quel legame tra madre e figlia
un legame indissolubile che sarebbe continuato ancora , anche se spiritualmente.
Una volta deposto il dono tra le lacrime tornò al suo posto .

Targos ha scritto:Con immenso ritardo era giunto alla cattedrale di Gaeta anche Targos.
Per non disturbare la funzione aveva deciso di rimanere nelle ultime fila.
Si cercò un posto solitario e si accomodò...il suoi occhi erano parecchio scuri

Lordenrico ha scritto:Enrico si mosse poco da dove era seduto. Il suo sguardo era sempre rivolto alla bara. Non era un uomo che piangeva, ma il dolore lo lacerava dentro.

Pensò quindi di omaggiarla e di recare serenità al suo animo rimembrando vicende felici passati insieme a Marialisa.

Adhominem ha scritto:Monsignora Adhominem depose sulla bara una rosario in legno, in ricordo di quando Marialisa era accolita presso la parrocchia di Gaeta.
Soffriva ancora per la sua morte, anche se era sicura che la sua onestà ed il suo servizio per la comunità le avrebbero aperto le porte per il paradiso solare.


Dafne ha scritto:Guardava la gente che si avvicinava a sua madre per rendergli l'ultimo saluto.
Qualche viso le era noto , altri proprio no ... oppure era lei che tra le lacrime non riusciva a distinguerlo.

Lordenrico ha scritto:Enrico rimase ancora seduto a fissare la bara dove la cara Mari avrebbe riposato per sempre. Un'altra fitta gli procurò del dolore.

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