Teoria del fronte Umanista

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Teoria del fronte Umanista

Messaggio  Aster_x il Lun Apr 08, 2013 8:41 pm

Teoria del Fronte Umanista
Di Nagid Gianlupo dall'Aquila
Conservato presso la biblioteca spinozista




Potete visionare copertina e parti del libro semplicemente aprendo queste parti:

Copertina del libro

Prima Parte

Seconda Parte

Terza Parte

Quarta Parte

Quinta Parte

Sesta Parte




Premessa

Davanti all'attacco frontale sferrato dai fautori delle liberalizzazioni contro le protezioni sociali dei lavoratori che perdono la propria umanità; davanti alla cultura oltranzista delle discriminazioni e delle falsità, del verticismo politico e oligarchico, delle tendenze tiranniche di qualsiasi persona; davanti alla diffusa cultura elitaria che vede nei cittadini un mero strumento di voto per raggiungere i propri interessi personali e di prestigio; davanti alla proliferazione della cultura della morte che riduce l'essere umano a strumento o subordinato alle passioni di poche persone, molte persone ci dimostrano nell'azione di tutti i giorni che l'indignazione è il primo moto dell'animo che nobilita e mobilita l'uomo.

L'uomo, dunque, diviene il centro dell'azione del rinnovamento e rivoltamento dello stato di cose presenti. Al centro della riflessione dobbiamo porre l'uomo con i suoi sentimenti, le sue emozioni, i suoi desideri e i suoi bisogni in una prospettiva comunitaria e collettiva. Vi è bisogno di spensierata leggerezza nell'affrontare le ingiustizie, dolcezza e tenerezza dinanzi alla violenza e il sopruso, il sorriso e la voglia di condividere le esperienze tenendo conto delle differenze davanti al terrore e all'intrigo.

L'uomo deve essere trasparente tracciabile e accessibile, mostrarsi nella sua umiltà,disponibilità e competenza: l'uomo spazzerà via le simulazioni, le clientele e i poteri occulti che oligarchicamente tramano alle spalle delle persone.


I diritti

I diritti sono poteri che permettono all'uomo di affermare la propria esistenza.
I diritti sociali, politici e religiosi, sono dunque poteri individuali e collettivi ottenuti tramite un patto fondativo con lo Stato o tra le persone di una comunità.
I diritti dunque devono essere ripartiti egualmente tra le persone, poiché la disuguaglianza genera tristezza e sofferenza dei più.


La libertà

La libertà non è un vessillo e non è uno stendardo. La libertà non è la qualifica dell'economia o della tirannia come molti sostengono; la libertà è la condizione naturale dell'uomo in società, lo stato di allontanamento dall'ignoranza, dalla schiavitù, infine la libertà è espressione non censurata del proprio pensiero e che si fonda sul rispetto della diversità d'opinione.
La libertà praticata supera ogni costrizione, la libertà del pensiero non può essere soffocata.
La libertà va praticata e diffusa nelle case, nelle contrade, nei Municipi, nelle Provincie e negli Stati.

Il raggiungimento della libertà passa per la felicità e la gioia, la conoscenza e l'affetto.
Gli uominie le donne devono essere totalmente libere.


Il dissenso

Alla luce di quanto espresso, la denuncia della verità è un mezzo e non un fine: il dissenso è il luogo fittizio attraverso il quale bisogna passare per prendere coscienza delle cause delle ingiustizie profonde di cui soffre questo mondo.
Il dissenso è la forma più alta di espressione della propria libertà di essere umano che sulla ragione fonda il suo essere.
Il dissenso finalizzato alla giustizia collettiva e non individuale è il compito di un'umanista.
Detto questo, possiamo affermare che il dissenso e la sua espressione, sono la manifestazione dello stato di salute di un determinato ordine statuale.

Libertà e dissenso sono il fondamento dell'uguaglianza sostanziale tra le persone, un'uguaglianza dettata dall'unione tra le diversità culturali di un determinato territorio.


L'uguaglianza

L'uguaglianza può essere sociale, politica e religiosa.
L'uguaglianza sociale e religiosa deve essere sancita da quella politica.
Tali uguaglianze permettono di vivere in comunità serenamente e senza sofferenze.

I diritto dei cittadini alla libertà, al dissenso e all'uguaglianza devono essere alla base di un movimento di pensiero che si prefigge la felicità per tutti e tutte.


La Repubblica Umanista

La Repubblica appare il sistema migliore per garantire tali esigenze.

Nella Repubblica tutti si aiutano con gli altri e tutti governano, se qualcuno s'innalza troppo gli altri possono assieme correggere tale atteggiamento tirannico, Il popolo deve poter dire la sua, mentre i governanti devono giurare di proteggere le libertà di tutti e tutte le cittadine.

Le imposizioni e le censure sono un prezzo troppo alto per la pace sociale che non possono esser pagati.

Necessario si rivela il libero uso della ragione in libero Stato, il libero professare la religione in un libero Stato, libertà sociale orizzontale in libero Stato.
Le gerarchie si sgretolano perché il cooperativismo è l'azione fondante.

I Municipi sono i laboratori di sperimentazione e che trainano il rinnovamento della società.

I cittadini nella loro collettività, in maniera indistinta, sono gli unici detentori della sovranità: i principi, i re e i consiglieri sono strumenti rappresentativi di quella sovranità

Il fine ultimo dello Stato non è quello d'imbrigliare l'uomo con la paura o far sì che egli sia sottomesso o inferiore agli altri; lo Stato sorge per liberare i cittadini da ogni paura.

Nostro diritto naturale è l'esistenza e la felicità, in una forma umanista-repubblicana del governo di tutti per tutti, potremo avvicinarci alla libertà naturale. Un movimento repubblicano e libertario è umanista, ossia per la giustizia: non importa chi è a favore e chi contro.
Prima di tutto guarda all'essere umano, alle sue emozioni e i suoi sogni: tutti possono contribuire all'emancipazione dell'umanità nel suo insieme.


L'Esercito Repubblicano

L'Esercito umanista è il braccio armato di qualsiasi soggetto statuale umanista..
A lui compete la difesa e la liberalizzazione dalle ingiustizie, criticando sempre l'uso delle armi che mai deve avvenire se non per auto-difesa o solidarietà attiva per popoli indifesi.


Il Fronte Umanista

È nostro compito, quindi, costruire uno spazio mentale e fisico in cui al di là delle diverse appartenenze politiche, sociali e religiose gli esseri umani si possano incontrare per realizzare la bellezza dei sogni.

Partiamo dalle piccole cose, dai piccoli gesti quotidiani. Recuperiamo l'affetto per gli altri e così oi saremo il loro effetto.

Non dobbiamo temere di disobbedire a norme ingiuste, non dobbiamo temere d'indignarci.

Non dobbiamo aver paura di agire quando la vita dei nostri amici o del nostro vicino che non conosciamo è in pericolo.

Costruire un fronte umanista significa liberare energie di ogni tipo capaci recuperare e trasformare le nostre comunità. Non dobbiamo aver paura di autorganizzare la nostra comunità cittadina quando questa è sotto attacco, non dobbiamo fermare le azioni di solidarietà.

Non fermiamoci. Il Fronte umanista dunque è un pensiero. Un'idea di società che è in divenire, che guarda all'uomo come il centro dell'Universo: uomo che è anche natura. Uomo e natura dunque si ritrovano al centro delle nostre riflessioni e azioni.

Partecipare alla costruzione di questo pensiero significa costruire sé stessi. Ognuno di noi deve aver e ogni giorno in mente la responsabilità, a prescindere dal proprio ruolo, che ha nei confronti dei propri concittadini.

Costruiamo la comunità umana.

Allora camminiamo umanisti, camminiamo domandando!

Andiamo Umanisti !Gridiamo alla luna e al sole la nostra esistenza.

Apriamoci come le rose e pratichiamo l'umanità![/rp]
[rp]La Costituzione repubblicana ed Umanista.
Ultimo tomo su ciò che non c'è.
Di Nagid Gianlupo dall'Aquila



Premessa

Questo è il terzo e ultimo libro della trilogia sulla Repubblica. In questo viaggio verso il nord Europa mi sarei dovuto occupare di altro eppure in questi giorni di viaggio in nave un persistente bisogno di dare un senso alla trilogia mi ha assalito. Ecco dunque. Volutamente non mi sono occupato della fase rivoluzionaria e della rivolta in sé. La scelta è ben precisa e ponderata: scrivere come si fa una rivoluzione non ha senso perché le rivoluzioni si fanno, non si teorizzano. Le rivoluzioni sono prima di tutto culturali e questo è ciò che è cominciato già tempo fa.

Dunque a chi vorrà sperimentare toccherà fare.

Io mi limito a dire che la rivolta fattuale deve essere seguita da una fase di transizione che permetta da una parte di stabilizzare l'affrancamento e l'annessione ad un corpo statuale che garantisce autonomia e indipendenza, dall'altra la comunicazione con la cittadinanza fondandola sull'ascolto e la rassicurazione. Le risorse dovranno essere gratuite per attutire eventuali mancanze e dunque preparare e pianificare per bene ed estendere il conflitto è fondamentale.

L'importante è avere dei valori e degli obiettivi etici: né materiali, né d'interesse personale.
L'autonomia cittadina è il fulcro delle relazioni e di una politica del popolo.
Per questo l'orizzonte teorizzato sarebbe quella Repubblica federata umanista.

Tutto per tutti e nulla per noi.

Si discende dalle montagne dunque.


Nagid Gianlupo dall'Aquila
12 ottobre 1459, Corgaigh



LA COSTITUZIONE

La relativa Costituzione è la fonte primaria dell'ordinamento repubblicano, ogni legge in contraddizione con tale costituzione decade nell'immediato e non ha effetto: il popolo dunque ha tutto il diritto con ogni mezzo di disobbedire alle leggi o ai comportamenti non repubblicani non appartenenti a questa Costituzione.

La Costituzione inoltre riguarda tutti coloro che vivono sul territorio repubblicano.

Art. 1 La Repubblica è cittadina e autonoma ed è l'espressione della volontà popolare dei cittadini della Repubblica.

I. Sono cittadini tutti coloro che riconoscono la presente costituzione e vivono nella Repubblica. Particolare rispetto viene conferito a cittadini degni di nota che sono coloro i quali la imparano e la insegnano.
II. I cittadini repubblicani sono portatori di diritti e doveri.
III. Chiunque deve conoscere le leggi e la Repubblica:ogni cittadino od ospite deve conoscere le leggi della Repubblica. Tutto quello che avviene deve essere comunicato pubblicamente in spazi appositi o tramite missive.

Art. 2 La Repubblica cittadina autonoma si fonda sulle libertà civili, politiche, sociali, religiose e l'uguaglianza.

I. Tutti e tutte godono delle libertà naturali in quanto cittadini.
II. La Repubblica cittadina autonoma garantisce la libertà d'espressione e di pensiero nel rispetto della vita e del pensiero altrui.
II. La Repubblica cittadina autonoma garantisce la libertà di circolazione e di mobilità delle persone.
III. La Repubblica cittadina autonoma garantisce la libertà di commercio in tutti i suoi modi in relazione ai bisogni della società e introduce regolamentazioni atte al suo migliore funzionamento in casi emergenziali, straordinari e dove lo si ritiene necessario.
IV. La Repubblica cittadina autonoma garantisce la libertà di riunione.
V. La Repubblica cittadina autonoma garantisce la libertà di amare al di là dei generi culturalmente riconosciuti.
VI. La Repubblica cittadina autonoma garantisce la libertà d'associazione in gruppi armati ed eserciti.
VII. La Repubblica cittadina autonoma garantisce la libertà religiosa: ogni credo ha pari dignità d'esistenza e di professione.

Art. 3 La Repubblica cittadina autonoma garantisce la trasparenza nelle operazioni economiche e politiche.

I. Controlla l'economia mediante studi, ricerche e , in taluni casi, mediante ordinanze straordinarie in caso di emergenze.
II. Protegge le materie prime e favorisce ciò che la terra e il territorio necessitano.

Art. 4 Il Consiglio cittadino repubblicano è aperto a tutta la cittadinanza.

I. Il Consiglio cittadino repubblicano può cambiare ogni mese: ogni cittadino può partecipare alle elezioni e giurare sulla costituzione qui presente. Gli esiliati e gli emarginati non possono parteciparvi in quanto non sono considerati cittadini.

“Giuro fedeltà alla Repubblica autonoma di.......... e alla sua gente; giuro di seguire i valori umanisti di libertà e uguaglianza e le leggi repubblicane, anteponendo la giustizia pubblica e popolare a quelle personali; sarò la voce e le braccia del popolo, sarò lo strumento che realizzerà la perfezione repubblicana su questa terra. Giuro fedeltà agli alberi e ai prati, alle colline e alle montagne, agli esseri viventi che lo vivono. Dovessi contravvenire a questo giuramento senza pietà attenderò il verdetto popolare e sarò oggetto del suo giudizio e della sua azione. W la Repubblica, W l'Umanità!”

Il mancato giuramento squalifica nell'immediato il rappresentante del popolo e il potere deve essere ripreso dal popolo con l'ausilio dell'esercito o di formazioni armate repubblicane.

II. L'impossibilità di non adempiere ai propri doveri deve essere comunicata pubblicamente e seguita da dimissioni. In caso di assenze prolungate e ingiustificate il rappresentante sarà emarginato o esiliato.

Art. 5 La cultura e le arti sono il fondamento primo della Repubblica che solo mediante lo studio, la ricerca, la formazione e la diffusione della conoscenza può compiersi totalmente. In ogni sua forma, dunque, la cultura e l'arte vanno vivificate e incoraggiate attraverso la costruzione e la gestione di biblioteche, musei, teatri e tutte le iniziative possibili

Art.6 La Repubblica cittadina autonoma garantisce l'asilo politico, civile e religioso a chiunque fugga da guerre e persecuzioni mediante domanda apposita pubblica e dopo la valutazione delle ragioni da parte del Consiglio Repubblicano.

Art.7 La Repubblica cittadina autonoma rispetta la terra e i suoi frutti impegnandosi a non sfruttare più di quanto la terra possa donare.

Art. 8 Le leggi della carta dei giudici e la costituzione, allegata alla suddetta, sono il riferimento giuridico della giustizia repubblicana.

I. La Repubblica cittadina autonoma e cittadina rifiuta la pena di morte.
II. Coloro che si macchiano di delitti contro la Repubblica sono esiliati ed emarginati. Nessuno può essere giudicato colpevole se non dopo regolare processo con la presentazione di prove e testimonianze. Un giudice che abusa del suo potere non è un repubblicano poché ingiusto, deve essere super partes e non aver interessi o legami personali connessi all'imputato.
III. Chi volesse scontare pene dovrà impegnarsi in lavori socialmente utili: non esistono pene corporali, ma solo ammende amministrative che non possano limitare la libertà del colpevole.

Art. 9 La violenza è l'ultima risorsa nella gestione della diplomazia e della comunicazione.
Ogni qualvolta che si userà un'arma si farà critica alle armi.

I. L'esercito Popolare Repubblicano s'impegna ad esportare il modello repubblicano, qualora richiesto, ovunque in ogni forma e con ogni mezzo per affermare la libertà e sconfiggere soprusi o persecuzioni.
II. L'esercito popolare repubblicano è chiamato a difendere le persone, le piazze, le strade le case, il mare e la propria terra da soprusi e usurpazioni.
III. L'esercito popolare repubblicano risponde al Consiglio cittadino repubblicano e l'accesso a questo è libero.
IV. L'esercito popolare repubblicano deve garantire la difesa costante.

Art. 10 La nobiltà è uno status cavalleresco, ossia una virtù etica e non titolo di potere o di differenziazione sociale: non esistono differenze sociali. I nobili di spada e toga sono persone che mediante lo sforzo spirituale agiscono secondo i dettami repubblicani in maniera virtuosa.

I. Non esiste alcuna araldica e nessun titolo è riconosciuto nella Repubblica, se non quello di cittadino.

Art. 11 L'Università repubblicana ha come primo obiettivo quello di formare chiunque lo richieda nei tempi e nell'autonomia che ritiene necessaria.

I. La diffusione della cultura e delle arti deve essere il primo obiettivo da sostenere.
II. La formazione spetta all'Università e sarà compito del rettore renderlo effettivo.
III. Nessuno può essere allontanato o rifiutato a meno che non vi siano problemi logistici o antirepubblicani.
V. Gli organi universitari devono permettere la partecipazione di studenti e docenti che permettono il suo funzionamento.

Art. 12 I trattati di cooperazione di qualsiasi natura sono approvati e ratificati dal Consiglio cittadino repubblicano.

Art. 13 Le guerre sono appannaggio del Consiglio cittadino repubblicano previa consultazione popolare.

Art. 14 L'annessione di altre città repubblicane può essere approvata dal Consiglio cittadino repubblicano previa consultazione popolare o in una forma di confederazione di Repubbliche che partano dalla base costituzionale qui presente.

Art.15 Fondamentale è comunicare a tutti e tutte le cittadine repubblicane le azioni intraprese dal Consiglio ed essere consultato laddove lo si ritiene necessario o è richiesto.

Art. 16 La modifica della Costituzione deve essere sottoposta a voto popolare esplicito da chi appartiene alla Repubblica da almeno 6 mesi poiché maggiore sarà la consapevolezza dei dettami costituzionali e saranno ritenuti i più consapevoli data l'esperienza.

Art. 17 La Bandiera non è un valore costituzionale, ma una semplice legge emanata dal Consiglio cittadino Repubblicano che è possibile modificare e che deve avere simboli chiaramente repubblicani ed umanisti, ma non religiosi o partitici.


Nota:
- La trilogia Umanista è composta da:
1 "Teoria del Fronte Umanista" dicembre 1458
2 "Disobbedire ai poteri occulti e costruire un esercito di sognatori" luglio 1459
3 " La Costituzione Repubblicana ed Umanista" ottobre/novembre 1459

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