Manuale di Greco

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Manuale di Greco

Messaggio  Aster_x il Lun Apr 08, 2013 8:46 pm

Ἑλληνική γλῶσσα
del Barone Cledada
Conservato anche presso l'Accademia di Venezia


La lingua greca antica è una lingua di origine indueuropea, parlata in Grecia, nell'Egeo e nelle colonie grece del Mediterraneo orientale e occidentale.
Viene considerata come l'antenata più antica e conosciuta delle moderne lingue europee: infatti il latino è simile in strutture morfosintattiche e etimologiche al greco.

Ortografia del greco antico


1.1 L'ALFABETO

L'alfabeto greco (parola composta costituita da alpha e beta, le prime due lettere dell'alfabeto greco) è composto da 24 lettere (7 vocali e 17 consonanti)
Eccole (con relativa pronuncia)

Alpha: α A si legge a
Beta: β B si legge b
Gamma: γ Γ si legge g
Delta: δ Δ si legge d
Epsilon: ε E si legge e
Zeta:ζ Z si legge z
Eta: η H si legge e
Theta: θ Θ si legge t
Iota:ι I si legge i
Kappa: κ K si legge c
Lambda:λ Λ si legge l
Mi: μ M si legge m
Ni: ν N si legge n
Csi: ξ Ξ si legge cs (x)
Omicron: ο O si legge o
Pi: π Π si legge p
Rho: ρ P si legge r
Sigma: σ(oppure ς) Σ si legge s
Tau: τ T si legge t
Upsilon: υ Y si legge u (francese)
Phi: φ Φ si legge f
Chi: χ X si legge k
Psi:ψ Ψ si legge ps
Omega: ω Ω si legge o

Epsilon e eta e omicron e omega sono due e due o: Epsilon e omicron si pronunciano brevi, eta e omega lunge (anche se attualmente questa usanzasta cadendo di moda)
Il sigma ha due modi di essere scritto quando è minuscolo. il primo (σ) quando è inizio o interno alla parola, il secondo (ς) quando è finale di parola


1.2 INTERPUNZIONE GRECA
Il greco antico possedeva i seguenti segni di interpunzione:

[*] La virgola, equivalente alla nostra virgola;
[*]Il punto fermo o punto in basso, equivalente al punto fermo e al punto esclamativo italiano (in greco manca un vero e proprio punto esclamativo);
[*]Il punto in alto, scritto nettamente al di sopra del rigo, ed equivalente al nostro punto e virgola o ai due punti (serviva ad esempio a introdurre il discorso diretto);
[*] Il punto e virgola, equivalente al nostro punto interrogativo;

nell'introdurre il discorso diretto, il greco scritto nelle edizioni critiche moderne fa uso di virgolette non uncinate.


1.3 Lettura del Greco Antico -basi di fonetica-

Il greco è una lingua eufonica, ossia dal suono dolce, melodioso, armonico. Non un suono duro, freddo, tonico, classico delle lingue indoeuropee e del più vicino latino.
Il greco è una lingua che va cantata, proprio come se fosse una filastrocca o un'opera lirica.
Bisogna, come in ogni lingua, dare un'espressione a cosa si dice. Cercare, all'inizio, di avere un timbro di voce abbastanza freddo, leggendo bene le parole presentate.
Fare attenzione a leggere bene ogni lettere e, soprattutto, ogni dittongo (una volta appresa una pronunzia errata di un dittongo, sarà molto difficile cambiarla)

1. il gamma ha sempre suono duro, anche davanti a epsilon, eta e iota. (es: γενος si legge ghenos)
2. il gamma, seguito da altra consonante guttarale (ossia il cappa, il gamma, il chi e lo csi) si legge come una n (es: αγγελος si legge anghelos
3. la zeta si legge come la zeta nella parola italiana zona.
4. Theta si legge come una t seguita da aspirazione
5. il dittongo ου si legge come una u


MORFOLOGIA
2.0 Aspetti generali della flessione nominale e pronominale

Come il latino, il greco ha tre generi e tre numeri:
genere maschile, femminile e neutro
numero singolare plurale e duale

Il genere neutro e il numero duale si trovano raramente rispetto ai restanti generi e numeri.
Il greco, come le altre lingue indoeuropee (latino compreso), si differenzia dal numero di casi.
Piccola premessa: il caso è un equivalente italiano di pronomi e complementi.
Elenchiamo qui sotti i 5 casi greci:

...Il nominativo, che indica il soggetto della frase, l'attributo e l'apposizione del soggetto,il predicato nominale ed il complemento predicativo del soggetto;
...Il vocativo, indicante il complemento di vocazione;
...L'accusativo, indicante il complemento oggetto, l'attributo e l'apposizione e il complemento predicativo dell'oggetto; in certi casi anche il complemento di limitazione (il cosiddetto "accusativo alla greca");
...Il genitivo, che esprime la specificazione possessiva, oggettiva etc., e riveste le funzioni dell'ablativo di origine e provenienza, di estensione e di allontanamento, nonché di causa, mezzo e causa efficiente;
...Il dativo, indicante il complemento di termine, ma anche i complementi di causa, di mezzo, di stato in luogo e di tempo determinato.

Questi casi si distinguono in base alle desinenze, ossia quelle parti di parola al termine della cosiddetta "radice", che resta stabile e invariata.

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